venerdì , 24 febbraio 2017
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Le donne del femminismo possibile. Le piazze globali, il 26 novembre e noi

È in corso una sollevazione globale delle donne. Per lo più al di fuori dei circuiti organizzati e riconosciuti, con l’impeto improvviso della loro rabbia e delle loro aspirazioni, con una costante presenza di massa, in luoghi del mondo e in momenti distanti e diversi, le donne alzano la testa e la voce. Il 26 dicembre 2012 in India, in …

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Trump-l’oeil. Organizzarsi contro il «mostro» nel privato inquieto d’America

→ English How can we live without our lives? (John Steinbeck, 1939) La vecchia classe operaia è morta, ma in qualche momento della sua agonia deve aver eletto il 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America. Impossibile concludere altrimenti dopo aver assistito alla sequela di commenti che indicano nella white working class la principale responsabile della resistibile ascesa di Donald Trump. …

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Noi possiamo osare. Il tempo dello sciopero sociale transnazionale è ora

→ English Dal 21 al 23 ottobre si svolgerà a Parigi il secondo meeting della Transnational Social Strike Platform. L’incontro avrà luogo a tre settimane di distanza dallo sciopero delle donne polacche contro la proposta di riforma della legge sull’aborto e a pochi mesi dalla grande sollevazione francese contro la loi travail e il suo mondo. In entrambi i casi …

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La nostra infrastruttura logistica. Spazi metropolitani e processi transnazionali

→ English Sul fronte orientale non c’è niente di nuovo. L’opposizione dei paesi dell’est al migration compact mostra che il tentativo di risolvere la crisi centralizzando la decisione politica all’interno dell’Unione è fallito prima ancora di nascere. Anche a ovest d’altra parte l’austerità continua a essere affermata come la pietra angolare del governo dell’Unione, sebbene i singoli Stati stiano progressivamente …

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Senza via d’uscita? L’Europa da Est a Ovest e viceversa

→ English Il risultato del referendum britannico dello scorso giugno ha offerto alle destre il pretesto per vendere a poco prezzo l’illusione di una via d’uscita praticabile dall’Unione europea e dalle sue politiche di austerità. La possibilità di un addio referendario è accarezzata tanto in Francia o in Italia quanto in alcuni paesi dell’Est che, appena un anno fa, hanno …

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Tempo di sciopero, tempo di sollevazione. La Francia, ovvero l’Europa

→ English Da ormai due mesi la Francia è il teatro del più grande sciopero sociale d’Europa. Per contrastare la loi El Khomri centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici hanno effettivamente incrociato le braccia e nuovi scioperi stanno continuando a interrompere la produzione e i servizi. I flussi dei trasporti, delle merci e del petrolio, con il blocco prolungato …

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La democrazia della mobilità contro il governo della democrazia

→ ENGLISH Le grandi mobilitazioni spagnole del 2011, il colpo di mano che ha infranto il sogno dell’OXI greco in una notte di luglio, la dichiarazione dello stato d’emergenza in Francia, l’accordo tra l’UE e la Turchia per la gestione dei confini hanno imposto la democrazia come parola d’ordine tra i movimenti in Europa. Molti la invocano per porre un …

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Sul confine del salario. Il movimento reale e il dilemma democratico

→ English Ben più che l’orrore della battaglia di Aleppo, alla fine è stata la pressione di migliaia di migranti a imporre un fragile accordo sulla guerra siriana. Settimane di trattative, ricatti più o meno espliciti, accordi indicibili sulla pelle dei curdi, denaro richiesto e promesso, l’annuncio dell’intervento della NATO, un altro inaccettabile ultimatum alla Grecia, questa volta sui migranti: …

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Le stesse cose che ritornano. L’Europa e il nostro sciopero contro la miseria del presente

→ English Insieme a molti altri abbiamo ripetuto che l’Europa è il terreno minimo di lotta. Di fronte agli stati di emergenza, al terrorismo di Daesh, alle guerre dichiarate o semplicemente praticate, dopo le recenti elezioni francesi sembra di essere catturati in un’infinita involuzione europea. Sembra che le stesse cose continuino a ritornare per minacciarci con la loro miseria. Eppure …

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Paint it red. L’ordine della guerra e il nostro disordine transnazionale

→ English Tanto la guerra santa quanto quella democratica pretendono oggi di imporre un principio d’ordine. Entrambe dividono con precisione i campi, chiedono di schierarsi per raggiungere gli scopi stabiliti. Rifiutare l’ordine della guerra non significa però confidare nel pacifismo. Non appare neppure lontanamente possibile ripetere l’esperienza del grande movimento che, dopo l’aggressione all’Iraq nel 2003, era stato addirittura indicato …

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