lunedì , 2 Agosto 2021

lavoro insubordinato

Su la testa! Il primo marzo dei migranti è un’occasione per tutti

per adesioni: primomarzobo2014@gmail.com Il prossimo primo marzo torneremo in piazza. Lo facciamo dopo la tragedia politica del 3 ottobre 2013, quando la morte di centinaia di uomini, donne e bambini nel mare di Lampedusa ha reso evidente la spietatezza del regime europeo dei confini. Lo facciamo dopo la cosiddetta «emergenza profughi», che ha dimostrato che ogni regime «di emergenza» serve …

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Sicuritalia: quando la crisi porta profitto

di LAVORO INSUBORDINATO Pubblichiamo un’analisi delle condizioni di lavoro a Sicuritalia, una società che fornisce servizi di sorveglianza a moltissime aziende ed enti pubblici sul territorio nazionale. Già abbiamo denunciato, attraverso le parole di un’addetta alla sicurezza, il modo in cui, utilizzando lo statuto di cooperativa, Sicuritalia fa profitti spremendo i suoi «soci». Considerata la sua costante espansione pur nella …

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Contribuiamo a cosa? Dopo il 16 dicembre

Lunedì 16 dicembre alcune decine di lavoratori e lavoratrici, precari e migranti, hanno manifestato di fronte agli uffici INPS di Bologna per porre per la prima volta all’ordine del giorno il problema della gestione dei loro contributi (guarda il servizio del TG3 Regionale ER cliccando qui, ascolta il servizio di Radio Città del Capo cliccando qui). Una delegazione del Coordinamento Migranti ha incontrato …

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Lavoro precario, salario incerto, pensione impossibile. Previdenti per chi?

di LAVORO INSUBORDINATO Lunedì 16 dicembre alle 10.30 il collettivo di precari Lavoro Insubordinato sarà insieme al Coordinamento Migranti davanti all’INPS di Bologna per chiedere dove vanno a finire i contributi che ogni mese vengono sottratti al salario di precari e precarie. A cosa stiamo contribuendo? Non stiamo di certo contribuendo al nostro futuro, dato che la pensione è solo un …

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INPS: previdenti, ma non per noi

A cosa contribuiamo versando ogni mese una percentuale del nostro salario all’INPS? Molti di noi precari e precarie non vedranno mai la pensione, perciò non è al nostro futuro che stiamo contribuendo. Dall’INPS e dal Ministero del Lavoro le risposte sull’ammontare della pensione dei precari di oggi sono talmente vaghe da essere chiarissime: la pensione, nei rari casi in cui …

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Minimo reddito ora, niente pensione dopo. Mai fidarsi del nonno!

Due belle notizie sono arrivate in questi ultimi giorni: la prima è che finalmente iniziano in Italia le prove tecniche di reddito di base (secondo i primi calcoli spetterebbero circa 10 euro l’anno per tutti e 3 milioni 194mila disoccupati! Ed è meglio evitare il calcolo per gli oltre 9 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà) …

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Un segnale

di COORDINAMENTO MIGRANTI Questa notte i lavoratori dei principali magazzini Tnt d’Italia, organizzati da SiCobas e AdlCobas hanno scioperato per due ore per dare un segnale alla dirigenza della multinazionale e al suo piano di ristrutturazione aziendale che prevede tagli cospicui nella manodopera. Un segnale che punta ad aprire una trattativa nella quale la voce dei lavoratori vuole farsi sentire. …

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Giovani fuori classe: un’opportunità da sfruttare

Una volta li chiamavano spiantati e talvolta perfino straccioni. Ma i tempi cambiano, di contesse in giro ce ne sono sempre meno e il linguaggio un po’ volgarotto in voga all’«industria di Aldo» è caduto in disuso. Oggi i padroni hanno imparato un acronimo very polite per definirli: NEET, Not in Employment, in Education or Training. Sono i giovani che …

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Motori Minarelli: l’esperimento di una lotta vincente

di LAVORO INSUBORDINATO Dopo il primo report di quest’estate, pubblichiamo quest’intervista a Orlando Maviglia, RSU FIOM allo stabilimento Motori Minarelli di Calderara di Reno, sulla conclusione della lotta contro i 56 licenziamenti annunciati l’estate scorsa dalla dirigenza. Una lotta che, come si legge nell’intervista, ha portato a casa dei risultati molto concreti. Allo stesso tempo essa mostra la situazione di …

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L’Eurostatistica, ovvero la scienza dell’occupabilità

I Maya, si sa, erano ossessionati dal 2012. Se hanno tirato un sospiro di sollievo per l’apocalisse mancata, gli europei hanno però sviluppato un’ossessione alternativa: il 2020. Nel 2020 ci saranno più laureati, meno inquinamento, più investimenti per la ricerca e perfino gli italiani impareranno l’inglese. Così, mentre la crisi ci saluta con un ammiccante arrivederci, risparmiando lavoro e al …

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