martedì , 27 Ottobre 2020

SACOM, Hong Kong: sostegno alle azioni «Let’s Tackle Apple» del May of Solidarity

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Hong Kong, 16 maggio 2014

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Oggi lavoratori e attivisti si mobilitano per le azioni «Let’s Tackle Apple!» in diverse città europee di fronte agli Apple store, per protestare contro lo sfruttamento del lavoro praticato dal brand di maggiore valore al mondo e dal suo principale fornitore, Foxconn. Questa concreta solidarietà transnazionale è parte della mobilitazione #MayOfSolidarity promossa dal coordinamento #Blockupy, ed è realmente significativa rispetto alla possibilità di rafforzare le lotte di base e di sfidare lo sfruttamento nella produzione economica globale. SACOM (Students and Scholars Against Corporate Misbehaviour) sta dalla parte dei compagni che lottano in tutto il mondo per la fine dello sfruttamento.

Apple esternalizza la sua produzione e rifiuta di prendersi la piena responsabilità di assicurare un ambiente di lavoro sicuro ed equo nella sua catena produttiva. Dal 2006 SACOM, che ha base a Hong Kong, ogni giorno indaga sulle politiche del lavoro di Apple e dei suoi fornitori, inclusa Foxconn in Cina, costruendo un ponte tra i lavoratori cinesi e il movimento dei lavoratori internazionale. Per stare al passo degli enormi e velocissimi ordini di produzione di Apple, i fornitori devono fare pressioni sui lavoratori e li costringono ad accettare misere condizioni di lavoro, dai bassi salari ai contratti a breve termine, da lunghe giornate lavorative a un ambiente altamente stressante e condizioni di sicurezza e salute del tutto inadeguate.

Banner AppleNel 2011 Zhang Tingzhen, un lavoratore Foxconn, ha subito un incidente sul lavoro nello stabilimento di Longhua, Shenzhen, prendendo la scossa. Non aveva i guanti di protezione e metà del suo cervello è stato in seguito rimosso chirurgicamente. Dopo ormai due anni, Apple e Foxconn hanno negato la responsabilità d’impresa riguardo questo grave incidente di lavoro. Secondo Foxconn, il contratto di lavoro di Zhang è stato stipulato con Foxxonn Huishou, e quindi si rifiuta di risarcirlo. La causa di lavoro non si è conclusa. Questo è un chiaro esempio di come i grandi marchi e i loro fornitori producono la catena globale dello sfruttamento.

I lavoratori cinesi hanno fatto numerosi tentativi di resistere agli abusi delle imprese. In un modo estremo, nel 2010 18 giovani lavoratori migranti nelle fabbriche Foxconn in Cina hanno tentato il suicidio. 14 ci sono riusciti, 4 sono rimasti gravemente invalidi. La loro morte ha suscitato la pubblica consapevolezza dello sfruttamento nelle catene globali della produzione. Molti altri lavoratori, invece, hanno alzato la testa e hanno preso parola. La recente ondata di scioperi alla Foxconn è indicativa della determinazione dei lavoratori di combattere per una vita migliore per tutti.

SACOM è impegnata a far crescere il movimento dei lavoratori monitorando le condizioni di lavoro e sostenendo l’organizzazione sindacale. La solidarietà internazionale tra i lavoratori è fondamentale per mettere fine a ogni genere di sfruttamento sul lavoro.

Contatti:

Kwan Liang

Project Officer, Students and Scholars Against Corporate Misbehaviour (SACOM)

+852 6430-8910; kwan@sacom.hk

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