domenica , 28 Novembre 2021

Iconografie cinesi

di FELICE MOMETTI

A volte le immagini dicono più di tante teorie e analisi politiche. Dopo quattro giorni a porte chiuse, il sesto plenum del 19° Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha approvato una risoluzione che l’agenzia stampa ufficiale Xinhua ha definito storica. Come i media cinesi ripetono ormai da alcuni mesi, nei cento anni di storia del PCC solo in altre due occasioni ci sono state delle risoluzioni dello stesso livello e della stessa importanza. La prima nel 1945 con Mao Zedong; la seconda nel 1981 con Deng Xiaoping. In entrambe le occasioni è stata riscritta la storia del Partito. A Xi Jinping, attuale Segretario generale del PC e Presidente della Repubblica Popolare, mancava questa tessera per completare il suo mosaico personale. Dopo che «il pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi» è stato inserito prima nello statuto del Partito Comunista, poi nella Costituzione cinese e infine in tutti i curricula scolastici dalle elementari all’università, per destino manifesto – applicando in versione cinese questa ideologia yankee ‒ doveva farsi storia. Di primo acchito, non si può certo dire che mancherà il lavoro alle case editrici per rivedere e aggiornare i manuali di storia.

Al termine di questo sesto conclave del Comitato Centrale composto da 197 membri effettivi e 155 supplenti (è un mistero oppure una discriminazione evidente che a 42 membri effettivi manchi il proprio supplente?) il «Global Times», giornale ufficiale in lingua inglese del Partito Comunista Cinese, pubblica un lungo comunicato del Comitato Centrale e qualche foto dei lavori. Del comunicato due passaggi attirano l’attenzione per l’alto contenuto di marxismo-leninismo «creativo» (aggettivo ricorrente) cinese. Il primo: bisogna sostenere risolutamente la posizione centrale del compagno Xi Jinping nel Comitato Centrale e nel Partito e sostenere l’autorità del Comitato Centrale e la sua leadership centralizzata e unificata per garantire che tutti i membri del Partito agiscano all’unisono. Il secondo: il Comitato Centrale invita l’intero Partito, l’esercito e tutto il popolo cinese a stringersi attorno al Comitato Centrale, con al centro il compagno Xi Jinping, per attuare pienamente il pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi. Chissà cosa penserebbero il Moro di Treviri e Vladimir Il’ič della creatività di questo gioco dell’oca distopico in cui, a prescindere dal numero che esce dai dadi, si torna sempre alla casella di partenza rappresentata dal Comitato Centrale con al centro Xi Jingping.

A essere sinceri, in attesa del testo completo della «storica risoluzione», ciò che più ha colpito è stata la foto ufficiale che ritrae i magnifici sette del cerchio magico e infinitamente potente del Comitato permanente dell’Ufficio Politico del Partito Comunista Cinese. Tutti maschi della stessa generazione, tra i 64 e i 71 anni, giacca scura, camicia bianca, capello grigio quasi inesistente (uso massiccio di filtri o di tintura?), sguardo fisso all’orizzonte. Le immagini, si sa, sono gli oggetti privilegiati delle libere associazioni di freudiana memoria. E allora ecco che spunta l’Ultima Cena di Leonardo con annessa prospettiva centrale e Cristo/Xi come asse di simmetria. Sei Apostoli da una parte e sei dall’altra per Cristo, tre mandarini da una parte e tre dall’altra per Xi. A uno sguardo più attento, però, l’analogia con L’Ultima Cena non regge. Cristo ha appena denunciato la presenza di un traditore e gli Apostoli parlottano tra loro, mentre Xi ha già provveduto a bonificare il campo e gli altri sei non alzano nemmeno un sopracciglio. E poi la rappresentazione di Xi surclassa il Cristo di Leonardo per non dire Mao e Deng. Due delle dieci bandiere rosse dietro Xi – una per decade di vita del Partito – grazie alla prospettiva centrale sembra che spuntino alle sue spalle come delle ali che, aprendosi, mostrano un’aurea falce e martello a perpendicolo sulla testa di Xi, quasi una sua emanazione. Come dire? Una nuova era di prosperità comune e ringiovanimento del paese – termini ripetuti ossessivamente nell’ultimo anno – ci aspetta per il potere taumaturgico dello Xi-pensiero. Ma la velocità del loop delle libere associazioni aumenta e per non farsi sommergere bisogna rifugiarsi in un piccolo detournement situazionista. La falce e martello dorata emanata da Xi diventa la banana che campeggia sulla copertina dell’indimenticabile primo 33 giri del Velvet Underground con Nico, che alcuni critici d’arte avevano interpretato come una falce senza martello frutto della maliziosa mente di Andy Warhol. Una volta fatto questo passo, facilmente si arriva a Comedian di Maurizio Cattelan. Una performance con una banana-falce appiccicata al muro, con un nastro adesivo che non può fare altro che deperire.

 

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