martedì , 27 Ottobre 2020

Rimettere insieme i pezzi. Parlando con una lavoratrice di Decathlon

Rimettere insieme i pezziCosa intendi per precarietà?

Non avere sicurezze, se per questo si intende avere un lavoro che ti dà delle sicurezze, per la sopravvivenza, per vivere.

Ti senti precaria?

Al primo impatto ti direi di no, nel senso che avendo un lavoro posso permettermi di guardare un po’ al futuro per certe cose. Al secondo impatto, se uno dovesse guardare a ciò che realmente vuole, forse alla fine siamo tutti precari.

Una domanda sullo sciopero che qualche settimana fa ha riguardato i centri commerciali della zona sulle domeniche di apertura, lo sapevate?

Io pensavo che fosse solo di alcuni negozi…nessuno ci ha detto niente.

Ma voi avete un sindacato di riferimento?

La mia azienda no, a livello nazionale no.

E se voleste fare qualche vertenza? Se c’è qualcosa che non va a chi vi rivolgete?

Io personalmente non saprei, ma quando ero in un’altra città sempre per la stessa azienda c’è stata una prova da parte dei sindacati, che sono venuti in negozio e c’è stata una riunione e chi voleva andare poteva andare. Io sono andata a una riunione, ma alla fine non si era ottenuto nulla, perché su più di 100 dipendenti in quella stanza eravamo in 15.

Che sindacato era?

Sindacati grandi, ma non ricordo

Sembra quindi che i lavoratori quindi non abbiano bisogno dei sindacati?

Io sinceramente non capisco perché un’azienda così grande che ha quasi 80 negozi in tutta Italia non abbia un riferimento interno, non dico un sindacato ma magari qualche rappresentante dei lavoratori che possano fare capire i disagi o i problemi dei lavoratori a chi di dovere, ma non c’è neanche questa figura

Sostanzialmente non avete nessuna forma di “appoggio”…e tra lavoratori come ci si comporta? Ho visto che durante lo sciopero per le domeniche di apertura che nonostante tutto i centri erano comunque aperti, quindi qualcuno a lavorare c’era…

Si invitavano i consumatori a non andare quella domenica e le macchine parcheggiate erano poche… ma noi non lo sapevamo dello sciopero, non si sapeva nulla, pensavamo fosse solo per alcuni lavoratori del centro commerciale di fianco al nostro.

Come mai le domeniche di apertura secondo te sono state vissute come un’ingiustizia più grande di altre, ne subiamo di tutti i colori, perché secondo te ha suscitato queste reazioni?

Io penso che lo sia, personalmente l’ho vissuta male, malissimo. Questo centro commerciale aveva già delle domeniche di apertura prestabilite per tutto l’anno, in cui nei periodi normali c’era un apertura al mese, mentre nei periodi con delle festività si arrivava a due domeniche la mese, poi a Natale tutte le domeniche, ma su quello ci metti una croce sopra. Credo che tutte le domeniche non faccia bene né ai lavoratori né ai consumatori. Uno prima sapeva che il centro era aperto in quella domenica e se proprio doveva comprare qualcosa, si conservava i soldi e faceva l’acquisto, noi sapevamo che essendo l’unica domenica del mese era una giornata tosta e quindi giustificata. Adesso le domeniche sono piene di persone che passeggiano, tanto sanno che il centro commerciale è aperto 7 giorni su 7, 12 ore al giorno e non concentrano più gli acquisti, vengono e passeggiano. È una perdita di liquidità, sia per le aziende che devono pagare le ore domenicali tutte le domeniche, perché comunque è orario domenicale e sono 2 euro in più all’ora…

Tu che cambiamento hai avuto?

Io ho visto che per esempio la prossima settimana ho un giorno libero su sette. Invece di fare 8 ore per 5 giorni, ora ho due giornate da 5 ore  le altre da 8 e una da 7…in realtà facendo bene i conti mi trovo con 1 giorno di riposo su 10 di lavoro se fai i giorni continuativi…aspetta prendo l’orario. Anche se dovrei avere due giorni di risposo in queste settimane è capitato così…niente è dovuto!

Tu vedi una differenza tra voi lavoratori a tempo indeterminato e quelli con il contratto a termine?

Su 50 dipendenti siamo in 5 ad avere il contratto indeterminato, perciò è normale che chi ha il termine non rompe le scatole come posso romperle io per certe cose, danno sempre il 300%, regalano tempo…

In che senso regalano tempo?

Nel senso che capita in continuazione che lavorino quando non sono pagati… ieri c’era il compleanno del negozio e una ragazza aveva le ferie ma è venuta lo stesso per fare degli eventi all’interno della giornata… poi nel suo caso, ha una “responsabile” (che non è la mia) che senza dirlo a nessuno le toglierà due ore dall’orario quando tornerà, dato che non doveva essere in negozio a fare l’evento.

Ma doveva venire per forza?

Non doveva esserci, poi se ti succede qualcosa, cadi, ti fai male… l’assicurazione non copre, poi magari fanno qualche magagno e riescono a coprirti lo stesso, ma… i ragazzi regalano tantissimo tempo, tanto. Una mia collega è venuta il suo giorno libero per finire un lavoro prima che la nostra responsabile tornasse ed è rimasta 3 ore senza che le venissero pagate. La domanda è perché non è riuscita a fare quello che doveva fare? Perché durante la settimana aveva due turni in cassa e dalla cassa non ti puoi staccare e andare a fare le tue cose…poi aveva due turni in reception, per cui le sue venti ore le ha passate facendo servizi per il negozio, quindi materialmente non ha avuto i tempo di fare questi lavori e si è sentita in dovere di venire il suo giorno libero, in ansia più che in dovere perché se fosse tornata la responsabile le avrebbe detto “perché non hai trovato il tempo per fare quelle cose?”

Un’altra cosa che è cambiata rispetto a quanto ho visto lavorando lì è il ruolo del venditore… prima c’erano funzioni ben precise, o in reparto o in magazzino a scaricare i camion che arrivavano la mattina all’alba, ora invece c’è il “multitasking”… Perché?

Esatto… la “multi-competenza” che secondo me diventerà la “multi-Incompetenza” perché devi saper fare cinque cose e non hai il tempo di farne una bene, poi lo stipendio è sempre lo stesso…alla fine tu sei cinque figure diverse, è come se facessi lavori diversi, il venditore, il magazziniere, il cassiere, l’accoglienza, il formatore…

A me sembra che i lavoratori siano più facilmente intercambiabili… nel senso che insegnando a fare tutto a tutti, non si crea l’esigenza di tenere una persona in particolare…

In questi termini non ci avevo pensato ma può essere benissimo così, sì, poi tutti quelli che hanno la scadenza del contratto ad ottobre, cercano di fare di tutto e di più e al meglio per essere tenuti. In una realtà territoriale come questa un lavoro del genere per molti è una manna dal cielo… con tutte le sue pecche e questo mi da ancora più fastidio, perché fanno leva su questo, sul bisogno di lavorare delle persone… anche se è così ovunque ormai!

Ma in questi posti di lavoro è possibile pensare a uno sciopero?

Beh, se tutto il centro commerciale ha un contratto a termine non penso che partecipino a nulla, perché verrebbe vista male, io stessa, un anno, a Bologna feci un giorno di sciopero e mi misero un giorno di permesso, era ritenuta un’assenza ingiustificata. Ho perso 8 ore di permesso perché avevo scioperato… mi dissero che per evitare che mi facessero delle storie mi dovevano mettere un giorno di permesso, me lo disse la mia responsabile. Chi gli scioperi li ha sempre fatti nel momento i cui ha chiesto un trasferimento in un negozio vicino alla casa dei genitori per motivi familiari seri, un parente strettissimo stava molto male gli hanno negato per più di un anno il trasferimento e lei si è dovuta licenziare.

Una forma di mobbing…

Un’altra che era rimasta incinta e aveva chiesto molto prima del parto di essere avvicinata alla città del compagno dove aveva comprato casa… anche a lei era stato negato il trasferimento e sono già passati due anni. Ora finirà la maternità e dovrà prendere quella aggiuntiva ma se non le daranno il trasferimento anche lei si licenzierà. Lei è andata ai sindacati a informarsi e le hanno detto che è l’azienda che decide sulla materia del trasferimento.

Ma non li agevolava avere della gente già formata?

Questo riguarda il cambiamento che ha avuto l’azienda in questi ultimi anni… Per esempio, prima se tu non facevi un anno da venditore normale, di base, non potevi diventare responsabile dei venditori e di un reparto, invece adesso vogliono responsabili che non abbiano mai lavorato in azienda, che non sappiano cosa c’è sotto, vogliono persone nuove da indottrinare e ci riescono… se uno non fa il venditore prima non capisce i disagi che ci possono essere nell’essere un umile venditore, partono già dal gradino più alto e molte cose non le conoscono e io mi ci sto scontrando parecchio con questo problema…

Quindi, tornando allo sciopero e ai precari, è impossibile in quest’ambiente?

Tieni conto che avendo questi contratti tutti aspettano la fine per sapere di che morte moriranno…Il fatto è che se muoiono bene e gli fanno un indeterminato chi resta crederà ancor di più nella bontà dell’azienda…

Ma hai avuto modo di vedere delle forme di sabotaggio della tua azienda messe in atto dai lavoratori in questi anni?

Non da tanti lavoratori… ne conosco uno in particolare che faceva il responsabile e, dato che loro devono fare un turno in più, per aprire e chiudere il negozio, lui dopo non so quanti anni, ha deciso che non lo voleva più fare e non l’ha più fatto, faceva solo il suo orario e nessuno gli ha mai detto nulla, tutti lo sanno… lui si era rifiutato, era l’unico fuori dal gregge… era anche il più anziano dell’azienda.

Altre cose che potrebbero danneggiare l’azienda?

Il fatto è che lo sputtanamento è sempre dietro l’angolo… attuare qualcosa insieme è difficile. C’è chi vede l’azienda come una famiglia oppure fa così perché vuole sembrare più bravo di altri…

C’è qualcos’altro che vuoi dire?

Stavo pensando ancora alle domeniche di apertura e sai chi ha famiglia ha più problemi… pensa da una madre che lavora tutti i giorni e magari è l’unico giorno in cui può stare con i figli, perché non hanno la scuola, ma magari ha il turno di lavoro… Per chi fa già tante ore a settimana è dura, per chi fa il part-time meno, alla fine loro hanno gran parte della giornata libera, noi full-time no.

Per me è molto pesante e mi infastidisce… poi costa di più tenere il negozio aperto, pagare le domeniche, la luce, le pulizie, la manutenzione, per guadagnare 20 mila euro… che magari se la apri una domenica sola ne guadagni 80/100 mila.

E il direttore era d’accordo?

Il mio direttore non era d’accordo, perché noi avevamo già le domeniche fissate per tutto l’anno, solo che l’altro centro commerciale molto grosso, l’Auchan, ha accettato subito di aprire tutte le domeniche, di conseguenza anche questo ha detto “Beh, se aprono loro… dobbiamo aprire anche noi”.

Ma ci sono state delle riunioni?

Tra il padrone del centro commerciale e i direttori dei vari negozi ci sono tutti i mesi… Almeno su questo il nostro direttore ha fatto il possibile, tant’è che noi non abbiamo saputo nulla fino all’ultimo. Ma poi per cosa lo facciamo? Per 50 macchine parcheggiate? Poi ci dicono che non possono assumere altra gente perché non ci sono soldi… però intanto abbiamo un giorno di lavoro in più.

Quindi incide sull’assunzione l’apertura domenicale?

Vista così sì, non ci avevo pensato, non avevo messo assieme i pezzi… poi ti ritrovi a dover coprire 12 ore in più con le stesse persone. Poi potrebbero almeno ridurre gli orari, tanto il flusso di gente che c’è nella prima (dalle 8.00 alle 9.00) e nell’ultima ora (dalle 20.00 alle 21.00) di apertura è irrilevante… Se proprio devi aprire tutte le domeniche!

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