venerdì , 24 febbraio 2017
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una modesta proposta

Marx, Tafuri e il lavoro astratto in architettura

di FELICE MOMETTI Le api hanno sempre invidiato gli architetti. Ogni volta sono costrette, anche nel migliore dei casi, a costruire complessi alveari senza alcun preciso riferimento progettuale e invece gli architetti, anche i peggiori, hanno prima in testa ciò che vogliono costruire, dalla capanna al grattacielo. È il senso del famoso passo di Marx, oggetto di infinite controversie, sull’ape …

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La democrazia dopo la democrazia. Dardot e Laval e la possibilità di un «comune politico»

di MAURIZIO RICCIARDI Una versione breve di questo commento è stata pubblicata su «Il Manifesto» del 31 dicembre 2016 con il titolo Le illusioni di Dardot e Laval Sull’Economist di ottobre Adrian Wooldridge ha sostenuto che le similitudini tra il mondo attuale e quello che ha prodotto la Rivoluzione d’ottobre sono troppe per stare tranquilli. «Bolshiness is back», ha sentenziato, utilizzando un …

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Lo sciopero come pratica politica femminista. Appunti verso l’8 marzo

Non esiste un manuale capace di spiegarci come costruire lo sciopero delle donne del prossimo 8 marzo. L’occasione non ha precedenti e non può essere ridotta alle esperienze già fatte, alle pratiche già sperimentate, ai discorsi già disponibili. Non si tratta soltanto di costruire un evento, ma di inserirsi in un processo che impegnerà i prossimi mesi e che nasce …

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Italo Sbrogiò (1934-2016): tra la classe e il lavoro salariato

di DEVI SACCHETTO Ieri è morto Italo Sbrogiò, operaio e comunista che, con molti altri come lui, ha fatto la storia di un ciclo potente di lotte operaie attorno al Petrolchimico di Porto Marghera. Ne affidiamo il ricordo alla prefazione di Devi Sacchetto all’ultimo libro di Italo, La fiaba di una città industriale. 1953-1993, 40 anni di lotte (Venezia, 2016). *** Il …

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La sovranità in un container

di BENEDETTO VECCHI Da «Il Manifesto» del 12 novembre 2016 C’è stato un tempo in cui intraprendenti mercanti si mettevano in viaggio per raggiungere posti lontani per poi tornare carichi di merci pregiate da vendere. Nei loro diari, novelli tripadvisor, descrivevano i percorsi, le tappe, i luoghi dove pernottare e mangiare, ma anche le insidie, i pericoli, i pedaggi da …

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L’universalismo empirico delle connessioni sociali

di MAURIZIO RICCIARDI Pubblichiamo la versione integrale della recensione uscita su «Il Manifesto» del 18 ottobre 2016 Prima di diventare una disciplina accademica con una molteplicità di partizioni interne che quasi s’ignorano reciprocamente, la sociologia si è costituita come teoria politica in grado di incorporare forme e figure sorte assieme alla modernità. Nel momento dell’affermazione definitiva della società con la …

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La fertilità neoliberale e il desiderio delle donne

di PAOLA RUDAN A quanto pare le intenzioni di Beatrice Lorenzin sono state fraintese. Di fronte alle proteste, all’indignazione e alla rabbia suscitate dalla campagna pubblicitaria che annuncia il Fertility Day la ministra si è affrettata a correggere il tiro. Il Fertility Day, però, non è una trovata estemporanea e nemmeno si riduce a un pacchetto pubblicitario di cartoline, slogan …

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L’etica corporea della precarietà. La performance moderna di Judith Butler

di PAOLA RUDAN Una versione abbreviata di questa recensione è stata pubblicata su «il Manifesto» del 31 agosto 2016. A ispirare l’ultimo lavoro di Judith Butler – Notes toward a Performative Theory of Assembly (Harvard University Press, 2015) – sono i movimenti sociali che hanno attraversato le strade e le piazze del globo negli ultimi dieci anni. Le grandi manifestazioni dei …

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L’altra metà del made in Italy

di ROBERTA FERRARI Una versione abbreviata di questa recensione è stata pubblicata su «Il Manifesto» del 9 giugno 2016. «Noi lavoranti a domicilio abbiamo speso ognuna un milione; per 10.000 che siamo equivale a 10 miliardi per comprare “le nostre fabbriche casalinghe”, cioè le macchine. In compenso, quasi nessuna ha il libretto di lavoro, perciò dopo anni di schiena rotta, niente …

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La fine della storia, l’ultimo algoritmo e il cigno nero

di MICHELE CENTO Da «il Manifesto» del 4 giugno 2016. «L’algoritmo definitivo è l’ultima cosa che dovremo inventare, perché una volta entrato in azione, sarà lui a inventare tutto quello che ancora deve essere inventato». È un entusiasmante «mondo nuovo» quello che affiora dalle parole di Pedro Domingos, il computer scientist della University of Washington, autore di L’algoritmo definitivo (Bollati Boringhieri, …

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