martedì , 27 settembre 2016
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Blockupy incontra gli strikers di Amazon: un momento di infezione reciproca davanti ai cancelli

di HAGEN KOPP (di No Troika Rhine-Main)

Una versione più breve di questo report, in tedesco, è stata pubblicata sul blog No Troika.
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1Il 18 dicembre del 2014 una piccola delegazione di Blockupy ha incontrato i lavoratori di Amazon in sciopero a Bad Hersfeld, una delle sei filiali del grande distributore in Germania, colpito dallo sciopero di oltre 2300 dipendenti. Gli attivisti di Blockupy hanno supportato le proteste ai cancelli del cosiddetto FRA1, uno dei due immensi magazzini della città. L’agenzia Reuter ha già fatto circolare una cronaca del background di questi scioperi coordinati dal sindacato Ver.di; qui, invece, si propone un report di alcuni dei momenti più significativi di solidarietà e infezione reciproca di fronte ai cancelli del magazzino.

Un primo incontro informale si è tenuto a Bad Hersfeld la sera prima dello sciopero, con un gruppo di lavoratori appena tornati dalla città di Coblenza, nella cui filiale di Amazon i lavoratori si erano uniti per la prima volta allo sciopero organizzato dai Ver.di, il sindacato dei servizi, con il supporto dei lavoratori delle altre filiali: due pullman da Bad Hersfeld, su un totale di più di mille lavoratori dalle sei diverse sedi di Amazon in Germania, si sono dati appuntamento a Coblenza per una manifestazione e uno scambio di vedute davvero impressionanti. Tutto questo ha ispirato una vivace discussione sullo sciopero che si sarebbe tenuto a Bad Hersfeld il giorno dopo. Quanti lavoratori avrebbero partecipato? Quanti sarebbero rimasti per partecipare alle attività organizzate di fronte ai cancelli?

2Assieme a tutto questo, abbiamo discusso anche della partecipazione dei lavoratori Amazon di Bad Hersfeld alle proteste che si terranno a Francoforte il prossimo 18 marzo in occasione dell’apertura della nuova sede della Banca Centrale Europea. Dopo una breve introduzione da parte della delegazione di Blockupy, si è sviluppata una prima discussione sulle linee di comunicazione tra le lotte contro il regime della crisi e quelle dei precari. In questa discussione alcuni compagni hanno inquadrato lo sciopero di Amazon nella cornice di una più ampia lotta contro le strategie di sfruttamento, ed è stata perciò avanzata la proposta di partecipare alla protesta di marzo, almeno con una significativa delegazione di lavoratori del magazzino di Bad Hersfeld.

Il giorno seguente alle 5.30 del mattino alcuni sostenitori si sono uniti al picchetto organizzato di fronte ai cancelli di FRA3, il secondo magazzino Amazon in termini di grandezza a Bad Hersfeld. Il picchetto del mattino, con circa 10 lavoratori in sciopero, è stato una specie di punto informativo: bandiere del sindacato, impianto stereo e volantini da distribuire ai lavoratori durante i cambi di turno. Tra due e tremila lavoratori sono impiegati in entrambi i magazzini di Bad Hersfeld, molti di loro con contratti a tempo determinato e dunque in una situazione tale da rendere loro impossibile partecipare a uno sciopero. 3Alcuni hanno espresso la loro solidarietà con voce roca ed è così che abbiamo appreso che il numero di lavoratori ammalati sul totale è molto alto, a causa delle condizioni di lavoro: in alcuni casi si arriva al 25% di lavoratori ammalati. Non è sorprendente, almeno se si sa che i facchini di Amazon devono correre anche più di 20 Km durante ogni turno di lavoro. La partecipazione è cresciuta di sciopero in sciopero – in questo caso circa 600 lavoratori hanno scioperato a Bad Hersfeld – ma la maggior parte ha continuato a lavorare. Centinaia di lavoratori, nonostante la loro disponibilità verso lo sciopero, hanno attraversato la linea del picchetto per cominciare i loro turni. Per questo sembra ancora difficile fare pressione su questo attore globale e inceppare il meccanismo del suo funzionamento.

Quest’immagine, però, è cambiata nel pomeriggio: alle 14 circa 400 lavoratori si sono ammassati di fronte ai cancelli del magazzino FRA1 al cambio di turno, creando una barriera di fronte all’entrata. Alle 17 c’erano ancora cento lavoratori di fronte ai cancelli, che organizzavano le cosiddette ‘conversazioni informative’ con gli autotrasportatori che, nel frattempo, erano stati bloccati con i loro camion di fronte ai magazzini per essere informati sullo sciopero. C’erano solo pochi agenti di polizia, sicuramente insufficienti a gestire quella situazione, e cercavano di evitare che queste conversazioni informative durassero più di 15 minuti, per non prolungare i blocchi, dal momento che la partenza dei camion è una parte essenziale per la catena just-in-time di Amazon e ogni ritardo può avere effetti su tutte le spedizioni.

4Il management di Amazon ha vigilato continuamente durante lo sciopero e ha cercato – per la prima volta alle 17, quando era già buio – di far passare i camion da un’uscita posteriore, affacciata su una strada di campagna asfaltata. Tuttavia, gli scioperanti se ne sono accorti e un piccolo gruppo, insieme alla delegazione di Blockupy, ha potuto fermare immediatamente quelli che si rifiutavano di abbandonare la strada. Un camion è rimasto fermo per circa un’ora al cancello, senza riuscire a muoversi, mentre la strada di campagna era pressoché bloccata da un’auto privata che aveva parcheggiato lì per ‘pura coincidenza’. Il management di Amazon ha dovuto rinunciare all’idea di usare l’uscita posteriore.

5Nello stesso tempo, il morale all’entrata principale diventava sempre più alto. Una coda di camion si ammucchiava all’interno della sede, anche perché le conversazioni informative di quindici minuti con ogni autotrasportatore erano spesso prolungate creativamente. Gli scioperanti e i loro sostenitori rifiutavano di abbandonare la strada al momento in cui veniva chiesto loro dagli agenti, o camminavano molto lentamente, e gli agenti erano manifestamente ignorati o disobbediti. Ad alzare il morale c’erano anche gli striscioni appesi nella durante l’azione di blocco – uno di questi di Blockupy – e uno spettacolo di fuochi d’artificio organizzato dal gruppo Tanz, kleines Leben, di fronte all’uscita principale dei camion. Tutto questo ha reso il manager di questa filiale di Amazon sempre più nervoso e frenetico. Fino alle 20.30, il gioco del gatto e del topo di fronte ai cancelli è continuato con successo e alla fine tutti i partecipanti hanno concordato che il corso delle spedizioni di Amazon era stato spinto efficacemente fuori dai suoi ritmi abituali come mai prima d’ora.

Per questa giornata l’incontro di lavoratori in sciopero e sostenitori – non solo quelli della delegazione di Blockupy, ma anche altri attivisti da Francoforte, Kassel e singoli militanti da Amburgo e Brema – è stato valutato positivamente e le azioni e le discussioni condivise hanno permesso di costruire una fiducia reciproca. Questo potrebbe e dovrebbe avere un seguito e le connessioni tra i lavoratori di Amazon e Blockupy dovrebbero essere estese ai prossimi scioperi come pure alla protesta di marzo a Francoforte. Questo è l’impegno con cui ci siamo lasciati nel momento in cui ci siamo salutati, la sera del 18 dicembre, dopo un’esperienza nuova e concreta di fronte ai cancelli. Un primo momento di infezione reciproca che deve continuare.

 

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