mercoledì , 21 Ottobre 2020

Imparare da Oakland 3. Sollevarsi insieme per fare la differenza

Dalla finestraCome annunciato, pubblichiamo un terzo intervento in connessione da Oakland, scritto per noi da Kimi Lee, donna, madre, migrante, attivista delle Colorful Mamas of the 99% e del collettivo LeftBay99, nato come spazio di organizzazione all’interno del movimento #Occupy all’indomani della proclamazione dello sciopero. Si tratta di un intervento entusiasta, entusiasmante e sincero. C’è molto da imparare da Oakland: per i modi in cui lo sciopero è stato costruito, per come è stato attuato e per il modo in cui ora viene pensato dai suoi protagonisti.

Che lo sciopero generale di Oakland sia stato proclamato in risposta alla brutalità e alla violenza con la quale la polizia ha cercato di sgomberare gli occupanti è di per sé significativo. Non si è trattato di una semplice reazione di denuncia della repressione, né della rappresentazione dell’indignazione o della rabbia, ma di una ridefinizione dei termini dello scontro in atto. Con lo sciopero generale #Occupy ha infatti imposto le proprie regole, prima di tutto perché ha sovvertito un divieto di scioperare valido da decenni. È stato uno sciopero fuori dal comune, come le pratiche messe in campo per garantirne l’efficacia. Se per agire al di fuori dei vincoli della contrattazione sindacale è stato necessario, per i singoli lavoratori e lavoratrici, prendere una giornata di ferie o di malattia allo scopo di astenersi effettivamente dal lavoro, ciò che emerge è anche la dimensione – tipicamente statunitense – del community activism. L’esperienza delle Colorful Mamas del 99% – donne, madri, migranti – che hanno supportato lo sciopero e i blocchi in modo attivo, è qualcosa di più di una semplice nota di colore. Uscire dalle case, scendere in strada e contribuire come madri e assieme ai propri figli al blocco delle attività delle banche e del porto ha significato trasformare in potenza quella che è stata e continua a essere una posizione di «svantaggio» rispetto alla possibilità di partecipare attivamente ai processi politici in atto. Questa esperienza non mette solo in luce la necessità di dare visibilità alle differenze che attraversano il 99%, ma mostra anche che l’«assenza di obiettivi chiari» o di «strategie a lungo termine» imputate al movimento è per certi versi un falso problema. La forza messa in campo a Oakland, infatti, non va forse giudicata dai punti di programma, ma dai nodi che la presenza di precarie, migranti e operai sta portando alla luce. La questione del debito e quella della finanza cessano di essere nomi generici e semplici slogan, e sono riportati sulla terra dalle donne che denunciano il progressivo smantellamento del welfare e dell’istruzione, dai giovani migranti senza documenti che contestano il business dei centri di detenzione, dalle famiglie di neri e latinos per le quali non pagare il debito significa – come avviene anche da questa parte dell’oceano – vedere le proprie case pignorate da un giorno all’altro. 

Da una finestra sul lato sinistro della baia, si può vedere che la misura del successo dello sciopero non sta solo nei grandi numeri – che ci sono stati, e che forse non sono stati tali da mettere in scacco la città, ma hanno bloccato i centri nevralgici della sua produzione e riproduzione – ma nel senso di possibilità che è stato in grado di suscitare. A Oakland il movimento si è riappropriato della pratica dello sciopero come modalità di lotta e accumulazione di potere, dimostrando quanto possano innovare le sue forme, quanto è importante riuscire a valorizzare la differenza specifica di cui sono portatori lavoratori, donne, migranti, impiegati pubblici, studenti; che è possibile che un movimento di massa produca e pratichi collettivamente la misura politica dei suoi comportamenti. In gioco non c’è solo l’occupazione di spazi fisici per riconoscersi e farsi riconoscere, ma la possibilità concreta di rovesciare un rapporto di potere.

3. Sollevarsi insieme per fare la differenza

di Kimi Lee, in connessione da Oakland

Lavoro dall’altra parte della strada rispetto al campo di Occupy Oakland, e nell’ultimo mese ho visto cose incredibili dalla finestra del mio ufficio. Qualche giorno fa, ho assistito alle azioni brutali della polizia contro manifestanti pacifici. Quello stesso luogo è stato il palcoscenico principale, il 2 novembre, del primo sciopero generale che si sia tenuto a Oakland dal 1946. Decine di migliaia di persone hanno supportato il movimento #Occupy e si sono identificate nel 99%. Lo sciopero è stato convocato il giorno dopo che la polizia, prima dell’alba, ha sgomberato con la forza il campo di Occupy Oakland e attaccato i manifestanti pacifici che erano arrivati sul posto per dare il loro supporto.

Manifestanti pacifici, comprese persone in sedia a rotelle, sono stati colpiti da gas lacrimogeni e proiettili di gomma. La sera successiva alle violenze della polizia è stato convocato lo sciopero generale. Per manifestare la loro solidarietà alle vittime della violenza della polizia, un migliaio di persone si sono unite al movimento #Occupy: giovani, studenti, lavoratori, rappresentanti sindacali, migranti, attivisti di tutti i tipi. All’assemblea generale di quella sera hanno partecipato più di 1600 persone e con 1484 a favore, 46 contro e 77 astenuti, la maggioranza del 96% ha votato a favore dello sciopero.

Non sono stati i sindacati a convocare lo sciopero di Oakland, ma l’assemblea generale di #Occupy. I sindacati e il consiglio locale del lavoro hanno dato il loro supporto allo sciopero in diversi modi, ma non potevano convocarlo ufficialmente, perché altrimenti avrebbero violato i contratti che avevano conquistato. I sindacati hanno comunque incoraggiato i lavoratori a partecipare allo sciopero. I rappresentanti sindacali hanno anche rilasciato una dichiarazione di appoggio al movimento #Occupy e di solidarietà con il 99%. Molti lavoratori hanno preso un giorno di malattia o un giorno di ferie. Il sindaco ha permesso che gli impiegati pubblici (ad eccezione della polizia) prendessero un giorno di permesso per partecipare allo sciopero. Il 20% degli insegnanti di Oakland si è unito allo sciopero e alcune scuole hanno chiuso perché gli studenti uscivano dalle classi.

Un gruppo di attivisti ha dato vita al collettivo LeftBay99, per creare uno spazio nel quale gli organizzatori potessero prendere parte al movimento, con o senza le organizzazioni ufficiali con le quali tutti noi lavoriamo. Molti attivisti supportano il movimento #Occupy, ma non occupano la piazza e vogliono trovare altre modalità di partecipazione. Io sono diventata parte di quel gruppo e ho contribuito a dar vita alle Colorful Mamas del 99%, per avere uno spazio per le madrimigranti o per le persone di colore, con figli piccoli. Il collettivo LeftBay99 ha creato rapidamente comitati che hanno sostenuto sciopero e hanno coordinato le diverse organizzazioni, compresi i sindacati.

Lo sciopero è stato organizzato in una settimana. Anche se era appoggiato da diversi gruppi in città e dalle organizzazioni dei lavoratori, la città non si è completamente bloccata. Gli autobus passavano, il traffico transitava sulle autostrade e, se non eri nel centro di Oakland, potevi anche non sapere dello sciopero. Però, per tutti quelli che hanno partecipato, è stato un giorno memorabile. Centinaia di persone che si muovono in centro in strade chiuse al traffico, cortei che vanno in differenti direzioni per tutto il giorno, la musica che trasmette energia folla: l’atmosfera era più quella di un festival che di una protesta. Non c’era polizia in uniforme e l’immensa folla si regolava da sé, quando qualcuno rompeva finestre o disegnava graffiti sugli edifici, erano gli altri partecipanti che li portavano via e chiedevano loro di smettere.

Gli organizzatori hanno sentito che la giornata è stata un grande successo, perché il distretto finanziario nel centro della città è stato chiuso e gli affari delle banche bloccati. Il quinto porto più grande del Paese si è fermato, le merci non potevano né entrare né uscire, transazioni da milioni di dollari sono state interrotte. 50.000 persone – bambini, giovani, lavoratori, migranti – hanno partecipato alle mobilitazioni per tutto il giorno e la notte. Le community organization hanno portato ampie delegazioni di membri e molti gruppi hanno sfilato in corteo da diverse parti della città per unirsi alle attività in centro. Reclamavano regolamentazione, tassazione e assunzione di responsabilità da parte delle grandi banche, e chiedevano investimenti nella scuola, nei servizi e nelle abitazioni. C’è stata una partecipazione di massa da parte degli insegnanti, dei lavoratori del pubblico impiego, dei giovani, e delle community organization. Ci sono stati due cortei di ragazzi, e diverse attività si sono svolte per tutta la giornata nella tenda dedicata ai bambini di Occupy Oakland, in cui si vedevano cartelli con su scritto “Non osate rubare il mio futuro!” e “Condividi!”. Almeno tre attività bancarie sono state soggette a “sequestro”da parte del 99%, pratica ispirata e guidata dalle famiglie di neri e latini che stanno lottando per salvare le loro case dal pignoramento.

Lo sciopero ha ispirato più gruppi a continuare la lotta contro le corporazioni e l’1%. Nei giorni precedenti lo sciopero, le Colorful Mamas del 99% hanno portato i loro bambini a un seminario (bambini dai 2 ai 4 anni di età) e si sono poi dirette in corteo verso una delle grandi banche con lo slogan “Pagate la vostra parte!”. Il giorno dopo, giovani migranti senza documenti hanno promosso un’azione per portare l’attenzione sugli investimenti delle banche nei centri di detenzione per i migranti. Gli studenti dell’Università della California a Berkeley hanno cercato di creare un campo di #Occupy ma si sono scontrati con la brutalità della polizia. Gli studenti stanno ora indicendo uno sciopero che coinvolga tutto il campus in risposta all’attacco della polizia. Per tutto il paese, gli accampamenti di #Occupy stanno subendo sgomberi, ma Oakland è diventato il simbolo della resistenza delle persone e della forza del movimento. Nella settimana che ha preceduto lo sciopero, in alcune delle principali città si è cercato di sgomberare gli accampamenti di #Occupy con la forza – Denver, Chicago, Atlanta – ma dopo lo sciopero c’è stata una relativa calma mentre le autorità governative cercavano di immaginare come agire.

Lo sciopero di Oakland ha aiutato a mettere in connessione il movimento dei lavoratori con il movimento #Occupy. Prima dello sciopero, i leader dei lavoratori (e altri attivisti) hanno osservato gli accampamenti dall’esterno, incerti su come interagire con questo movimento crescente. Il movimento #Occupy è stato in gran parte visto come privo di chiari obiettivi o di una strategia di lungo termine. Gli scontri con la polizia hanno agevolato l’unificazione dei movimenti e dato a tutti un avvertimento. La polizia lavora a favore dell’1%, proteggendo la proprietà e il capitale – il 99% deve sollevarsi insieme per fare la differenza. La California ospita più miliardari di qualunque altro Stato negli USA, e la metà di loro vive nell’area che circonda Oakland.

Lo Sciopero è stata la vittoria più grande per gli attivisti per la giustizia sociale. Ha messo insieme tante organizzazioni diverse, persone e agende ma tutti sotto la stessa bandiera: protestare contro l’avidità delle grandi imprese. Molte persone stanno pensando e parlando dell’ingiusto sistema economico che ha dato così tanto all’1% togliendo al 99%. Come madre e community activist, ho molta speranza di vedere sempre più persone coinvolte. Abbiamo ancora molte sfide davanti a noi ma #Occupy ha dato nuova energia e vitalità al movimento per la giustizia sociale, come nient’altro nel corso della nostra vita.

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