lunedì , 26 Ottobre 2020

Un affare di donne: crisi e divisione sessuale del lavoro

di MIGRANDA

Gone with the windSecondo recenti studi statistici, dopo una relativa tenuta dei livelli occupazionali rispetto ad altri settori, a partire dal 2009 anche quello del lavoro domestico – almeno se si guarda al lavoro regolare – ha conosciuto un calo significativo, che tuttavia non corrisponde a una riduzione della domanda di assistenza familiare. Si tratta di un cambiamento che si compie all’interno del quadro sostanzialmente immutato della divisione sessuale del lavoro: le cosiddette «badanti» continuano a essere donne. […] La crisi sta insomma ridefinendo, almeno in Italia, l’organizzazione e la gerarchia sociale del lavoro riproduttivo, e sembra invertire almeno in parte quel processo globale di «sostituzione» che, in maniera massiccia e con il sostegno della legge Bossi-Fini, aveva visto le lavoratrici migranti svolgere, in cambio di un salario, una parte del lavoro riproduttivo delle donne «native». Mentre la salarizzazione del lavoro riproduttivo e di cura sembra non essere più solo un «affare delle migranti», la divisione sessuale del lavoro – che qualcuna aveva persino data per morta e la cui rilevanza politica scompare di fronte all’invocazione di una generica uguaglianza nello sfruttamento – rischia di ripresentarsi in forme «tradizionali», e continua a essere un «affare di donne»…continua a leggere.

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