∫connessioni precarie

Oltre il 21 giugno, per uno sciopero europeo contro la guerra

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Stiamo assistendo in questi giorni a un ennesimo salto di qualità nella Terza guerra mondiale.

I ripetuti bombardamenti di Israele contro l’Iran e la risposta iraniana, l’ultimatum di Trump al regime degli ayatollah e il sostegno della Francia, della Germania e di altri Stati europei alle operazioni israeliane, la prosecuzione indisturbata del genocidio palestinese così come del conflitto in Ucraina, l’aumento della repressione nei confronti di attivisti ed attiviste in Iran – che a tratti ricalca quel che succede negli USA contro migranti e studenti  – rendono urgente una presa di parola collettiva e di massa da parte di tutti i movimenti sociali e di tutte e tutti coloro che rifiutano questo presente mortifero.

Domani 21 giugno parteciperemo alla manifestazione nazionale StopRearm Europe a Roma, che si svolgerà contemporaneamente ad altre manifestazioni in tutta Europa contro il piano ReArm Europe e la spinta della NATO all’aumento delle spese militari. Ma sappiamo che criticare le politiche di riarmo europeo non basta: dobbiamo agire collettivamente e in modo organizzato. Occorre costruire un rifiuto collettivo della logica di guerra e del militarismo.

Mentre la guerra continua a produrre fronti e schieramenti che non possiamo accettare, rifiutiamo la propaganda israeliana volta a giustificare le sue azioni criminali così come rifiutiamo il campismo di chi esulta per i missili iraniani su Israele. Ci uniamo alle voci dall’Iran che chiedono la fine dell’aggressione israeliana, opponendoci allo stesso tempo alla logica di guerra di un regime che attacca sistematicamente ogni progetto di resistenza e di libertà.

Contro la guerra e la sua logica che penetra in ogni ambito della società, è necessario dare voce e organizzazione alla nostra parte, la parte di chi paga gli effetti più violenti della guerra, la parte dei lavoratori e delle lavoratrici, delle donne e delle persone LGBTQI+, degli studenti e studentesse in lotta contro il militarismo che invade scuola e società, delle e dei migranti che sfidano ogni giorno il razzismo e la violenza dei confini. La parte di chi lotta per un presente e un futuro di libertà.

Per questi motivi, domani 21 giugno insieme alla rete RESET sosterremo la parola d’ordine di uno sciopero europeo contro la guerra.

Uno sciopero europeo contro la guerra è la sfida che lanciamo a tutte e tutti. Uno sciopero in grado di interrompere l’attacco nei confronti del lavoro vivo che le politiche di riarmo comportano, uno sciopero in grado di organizzare il rifiuto della guerra dentro e fuori dai posti di lavoro, nella riproduzione sociale, oltre i confini nazionali. Uno sciopero europeo contro la guerra come possibilità di rovesciare il presente di morte, sfruttamento, razzismo, patriarcato e devastazione ambientale che continua a gravare sulle nostre vite.

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