giovedì , 13 dicembre 2018
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∫connessioni globali

L’11/9 del movimento operaio pakistano

Lo scorso 11/9 un incendio terrificante ha distrutto la fabbrica tessile «Ali Enterprises» di Karachi, nella regione pakistana del Sindh. La conta dei morti iniziava a poche ore dall’incendio che, nella città di Lahore, aveva distrutto una fabbrica illegale di scarpe, uccidendo almeno 25 persone. Ma è a Karachi che si è consumato il più grave disastro industriale del Pakistan …

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#Occupy: Hot town, struggle in the city

di GABE CARROL in connessione da New York Hot town, summer in the city Back of my neck getting dirty and gritty Been down, isn’t it a pity Doesn’t seem to be a shadow in the city The Lovin’ Spoonful – Summer in the City   I ritmi e i tempi del conflitto sociale e politico sono irregolari e imprevedibili, ma …

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Insubordinazione operaia sulla frontiera dello «sviluppo». Scene di lotta di classe alla Maruti Suzuki, Manesar, India

di GIORGIO GRAPPI* Il 30 ottobre 2011, accompagnato dalle proteste delle popolazioni locali contro gli espropri effettuati per la costruzione del Buddh International Circuit, il circus della Formula 1 è sbarcato in pompa magna a Greater Noida, nello Stato indiano di Uttar Pradesh. Pur rappresentando una goccia nel mare delle tensioni che attraversano l’India, lo spot voluto dal governo per …

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Crossing Borders! Generazioni in movimento

L’ultimo numero di Crossing Borders! è stato pubblicato più di un anno fa, ma – con il contributo del Coordinamento Migranti Bologna e provincia – il lavoro continua e questo nuovo numero è dedicato ai giovani migranti che sono nati, cresciuti o attraversano l’Europa. Essi vivono sulla loro pelle gli effetti sociali delle politiche Europee sull’immigrazione e delle misure di esternalizzazione, …

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I Riots in bianco e nero. Londra un anno dopo

di GABRIELLA ALBERTI – Precarious Workers Brigade, London Ovunque io vada sono trattato come un negro che è venuto qui 60 anni fa […] mi vedono come un immigrato e puoi sentire quel razzismo inconscio dappertutto. Puoi sentirlo e vedi il modo in cui ti guardano […] è quello che è. Non c’è niente da fare.   Nell’estate del 2011 centinaia di …

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Donne che indicano la strada. Discutendo con Zehra Akbar Khan, HBWWF – Pakistan

Ci siamo già connessi con l’importante esperienza della Home Based Women Workers Federation, la prima organizzazione sindacale delle lavoratrici a domicilio pachistane formalmente riconosciuta dal governo in seguito a un’imponente campagna di mobilitazione che ha coinvolto, a partire dal 2006, un numero crescente di lavoratrici. Oggi siamo orgogliose di pubblicare un’intervista a Zehra Akbar Khan, segretaria generale della HBWWF, convinte …

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Blockards from Frankfurt #4. La vittoria e lo spiazzamento

Dopo i racconti dei giorni scorsi (#1, #2, #3) , in quest’ultima Blockard from Frankfurt presentiamo alcune interviste fatte dopo il grande corteo di sabato. Con Hagen di No One Is Illegal – Hanau e del No Border Network, con Marcus di Fels – Berlin e Martin della Interventionistische Linke e con Christos del collettivo Dikaioma di Atene parliamo di queste giornate, …

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Blockards from Frankfurt #3. Valeva la pena esserci

«A Francoforte non ci sono più soldi», ci ha raccontato una compagna alla fine del corteo. Persino le banche della periferia hanno chiuso, preoccupate dell’arrivo di manifestanti da ogni parte d’Europa. Nonostante le prime due giornate siano state segnate dall’azione metodica della polizia per scoraggiare la mobilitazione, il corteo oggi non lascia dubbi su chi abbia vinto in questo scontro …

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Blockard from Frankfurt #2 Accerchiatori e accerchiati

Quando saltano i programmi e si è forzati a inventare percorsi nuovi, molto sta nell’effetto sorpresa che si è in grado di produrre. Ci riescono alcuni di quelli che, dopo la breve manifestazione partita stamattina alle otto dalla Stazione centrale di Francoforte, riescono a sfuggire a controlli e divieti e si concentrano attorno alla BCE, mentre altri raggiungono la zona …

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Blockard from Frankfurt #1. Like a demonstrator

17 maggio 2012 A Römer Platz rimangono poche tende vuote. A presidiarle ci sono ancora almeno un centinaio di poliziotti e poliziotte vestiti di tutto punto. Quando ci muoviamo verso Untermainkai 68, dove parte dei manifestanti si è data appuntamento dopo gli sgomberi del pomeriggio, passiamo accanto a decine di camionette. Chiude la sfilata un blindato munito d’idrante. Un cordone …

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