sabato , 26 Settembre 2020

Lavoro precario, salario incerto, pensione impossibile. Previdenti per chi?

Previdenti ma non per noidi LAVORO INSUBORDINATO

Lunedì 16 dicembre alle 10.30 il collettivo di precari Lavoro Insubordinato sarà insieme al Coordinamento Migranti davanti all’INPS di Bologna per chiedere dove vanno a finire i contributi che ogni mese vengono sottratti al salario di precari e precarie.

A cosa stiamo contribuendo? Non stiamo di certo contribuendo al nostro futuro, dato che la pensione è solo un sogno per chi come noi è costretto a entrare e uscire dal mercato del lavoro continuamente, per chi deve essere sempre flessibile, adattabile, occupabile ma poi non riesce a mettere insieme i contributi necessari per i servizi previdenziali. Sappiamo che dobbiamo lavorare più a lungo ma che difficilmente avremo una pensione: la parte di salario che continuiamo a versare non ci ritornerà mai in tasca. Non stiamo neanche contribuendo al nostro presente: se i datori di lavoro non versano regolarmente i contributi, se l’INPS non registra i versamenti sul database o lo fa in ritardo, perdiamo le indennità di disoccupazione, di maternità, il congedo parentale e la malattia a cui avremmo diritto. Già la precarietà lavorativa rende sempre più difficile soddisfare le condizioni necessarie per godere di questi diritti; in più, il danno dovuto al mancato versamento o alla mancata registrazione dei contributi ricade sempre su di noi.

Questo lo sappiamo bene noi precari della scuola e dell’università, noi dipendenti delle cooperative, che sono le prime a pagare i contributi in ritardo, noi lavoratori a progetto e a chiamata. Questo lo sanno bene i migranti che, oltre a perdere quello che viene loro sottratto dal salario, si vedono anche negare il permesso o la carta di soggiorno perché la Questura va a controllare la loro situazione contributiva all’INPS, facendo ricadere su di loro le inadempienze dei datori di lavoro e dell’INPS stessa. Mentre le imprese godono di sgravi contributivi per uscire dalla crisi e i datori di lavoro ricevono sanzioni irrisorie se non pagano i contributi ai dipendenti, precari e migranti versano quote di salario che servono non a loro, ma a ingrossare le casse all’INPS.

Dove vanno a finire i contributi dei precari? A che serve contribuire se non tonerà niente nelle nostre tasche? Lunedì 16 dicembre alle ore 10.30 Lavoro Insubordinato sarà davanti all’INPS di Bologna insieme al Coordinamento Migranti per avere risposte e lanciare un segnale. 

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