giovedì , 24 Settembre 2020

Un rischio calcolato. E., impiegato alla Asl, assunto da un’anonima S.r.l.

Mettiti calmoDove lavori?

Lavoro per un’azienda privata (un’anonima S.r.l.) che ha vinto una gara d’appalto per la gestione di un servizio per conto dell’Asl.

Da quanto lavori? Che tipo di contratto hai?

Lavoro per questa azienda da 2 anni. Il contratto è andato cambiando negli anni, prima era a progetto, poi dagli ultimi mesi e forse per la pressione mia e di alcuni colleghi abbiamo ottenuto un contratto a tempo indeterminato. Questo mi dà una garanzia di stabilità relativa perché poi ci sarà una nuova gara d’appalto e bisogna vedere se la ditta per la quale lavoro riuscirà a vincerla.

Qual è la composizione all’interno del tuo posto di lavoro?

Siamo circa una ventina di lavoratori, alcuni dipendenti direttamente dall’Asl, altri di ditte esterne come la mia. All’inizio molti di noi lavoravano con un contratto a progetto, avendo però degli orari rigidi, tipici del contratto dipendente. Ci obbligavano infatti a timbrare un cartellino per il conteggio delle ore richiesto dall’Asl. Il contratto a progetto non prevede Tfr, tredicesima e quattordicesima, non prevede ferie o malattia, e in più il salario corrisposto era molto basso. L’azienda con questo meccanismo ha spremuto un sacco di soldi dal nostro salario per quasi due anni dicendo esplicitamente, ovviamente non a noi, che erano consapevoli di questa e di altre forzature, come ad esempio non fare le sostituzioni per le ferie. Rientrava in quello che il loro consulente chiamava RISCHIO D’IMPRESA. Rischio calcolato male.

Come siete riusciti ad ottenere un’assunzione a tempo indeterminato?

Questa storia è finita nel momento in cui abbiamo cominciato a ventilare l’ipotesi di una denuncia nei confronti sia della nostra azienda sia dell’Asl. Noi avevamo infatti tutti gli orari di lavoro segnati sui cartellini, prove schiaccianti delle condizioni lavorative inadatte a un contratto a progetto. L’intenzione era quella di utilizzare tali prove per mettere all’angolo l’azienda costringendola ad assumerci con contratti a tempo indeterminato. Prima che partisse la nostra denuncia, in vista della scadenza del contratto, è arrivato anche un controllo dell’Inps, evidentemente sarà girata la voce che eravamo contrattualizzati in modo non adeguato. Tutta questa serie di eventi ha fatto sì che al rinnovo dei contratti l’azienda abbia messo in regola con contratto a tempo indeterminato sei dipendenti su otto. Due infatti hanno avuto un altro contratto a progetto della durata di 5 anni, praticamente una condanna a non avere una pensione.

Che ruolo ha avuto il sindacato in questa vicenda?

Il sindacato, nella fattispecie la CGIL, ci è servito da consulenza tecnico-giuridica. Prima di quel momento nessun sindacato, neanche quelli all’interno dell’Asl, era mai venuto a informarsi sulle nostre condizioni contrattuali e lavorative. Ci hanno appoggiato sempre in forma gratuita e per questo sono loro grato. Mi piacerebbe però che assumessero l’iniziativa politica per far sì che nelle gare d’appalto pubbliche vi fossero clausole volte a garantire trattamenti contrattuali a norma dei lavoratori. Se non ci riescono in Emilia vuol dire che politicamente è cessato il loro ruolo.

Hai mai scioperato? Cosa ne pensi di un’ipotesi di sciopero precario?

Io non ho mai scioperato. Non c’è mai stata l’occasione per farlo. Lo sciopero precario mi sembra poco fattibile dove lavoro io, soprattutto a causa del rischio legato all’esposizione dei lavoratori con contratto a progetto. Non solo rischiano il mancato rinnovo del contratto, ma le normali ore di assenza non retribuite andrebbero a pesare su un salario già basso di per sé.

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